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7 impatti della nuova tassazione sulle auto elettriche in italia

Scopri come il governo italiano vuole recuperare il gettito fiscale perduto con la diffusione delle auto elettriche e i possibili effetti sulla mobilità sostenibile
  • Nuove tasse: Il governo italiano sta valutando l'introduzione di nuove tasse sulle ricariche delle auto elettriche per compensare il calo del gettito da accise sui carburanti tradizionali.
  • Gettito fiscale: Nel 2023, il gettito da accise sui carburanti è stato di oltre 25,2 miliardi di euro, in forte aumento rispetto ai 18 miliardi del 2022 grazie alle agevolazioni.
  • Importo Fondo Automotive: Il Fondo per l'automotive, istituito nel 2022, garantisce 8,7 miliardi di euro per il settore fino al 2030, con il raddoppio degli incentivi unitari e l'inclusione delle persone giuridiche tra i beneficiari.

La transizione verso un’economia più sostenibile è un tema centrale nel panorama economico e finanziario moderno. Con l’aumento delle auto elettriche, il governo italiano sta studiando nuove strategie fiscali per adattarsi a questo cambiamento. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato durante l’evento “Automotive Dealer Day” a Verona che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sta lavorando su una strategia per traslare la tassazione dai carburanti tradizionali ai nuovi propulsori green.

Attualmente, il gettito fiscale derivante dalle accise sui carburanti come benzina e gasolio rappresenta una parte significativa delle entrate dello Stato. Tuttavia, con la crescente diffusione delle auto elettriche, queste entrate sono destinate a diminuire. Giorgetti ha sottolineato che non si tratta di una riduzione del gettito, ma di una sua significativa traslazione. I tecnici del MEF stanno lavorando su questo scenario, considerando l’aggiornamento della normativa europea sulla tassazione dei prodotti energetici e l’obiettivo di ridurre i sussidi ambientalmente dannosi.

Nuove Basi Imponibili e Incentivi

L’apertura del cantiere sull’aggiornamento della fiscalità per il settore dell’automotive rientra in un ampio capitolo della riforma fiscale del governo. È necessario tenere presente l’evoluzione delle basi imponibili con la trasformazione del sistema economico. Non si tratta solo di tassazione, ma anche di incentivi. A breve è attesa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DPCM che autorizza un nuovo pacchetto di aiuti del governo per il rinnovo del parco auto circolante.

Giorgetti ha ricordato che per ridurre l’impronta emissiva è necessario togliere dalle strade i veicoli inquinanti e sostituirli con quelli più performanti dal punto di vista ambientale. Il nuovo disegno degli incentivi del Fondo per l’automotive, istituito nel 2022, garantisce 8,7 miliardi di euro per il settore fino al 2030. Questo fondo prevede il raddoppio degli incentivi unitari, l’incremento del contributo alla rottamazione e l’inclusione tra i beneficiari delle persone giuridiche.

La Necessità di Fare Cassa

Il governo sta considerando l’introduzione di una nuova tassa sugli EV (electric vehicles) che potrebbe colpire i costi di ricarica. La motivazione è semplice: la necessità di fare cassa. La diffusione delle auto elettriche riduce il consumo di diesel e benzina, abbassando gli introiti dello Stato derivanti dalle accise sui carburanti. Pertanto, è necessario recuperare il gettito mancante con l’introduzione di accise sulle ricariche elettriche.

Nel 2023, il gettito da accise sui carburanti è stato di oltre 25,2 miliardi di euro, in forte aumento rispetto ai 18 miliardi del 2022, grazie alle agevolazioni. Tuttavia, con la crescente diffusione delle auto elettriche, queste cifre sono destinate a cambiare. Il governo Meloni sta studiando come recuperare il gettito da accise che lo Stato perderà con la diffusione delle auto elettriche. La premier aveva promesso in campagna elettorale la sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti, ma Palazzo Chigi ha deciso di non rinnovare il taglio introdotto dal governo Draghi.

Le Critiche e le Preoccupazioni

Non mancano le critiche a questa nuova strategia fiscale. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, e Francesco Alemanni, responsabile organizzazione di Europa Verde, hanno commentato che si tratta di un ennesimo attacco alle politiche ambientali e alla transizione ecologica. Secondo loro, il governo sta mettendo nuove tasse sull’auto elettrica, ostacolando il percorso verso una mobilità sostenibile e a basse emissioni.

Unito al ritardo degli incentivi, questa mossa sembra avere l’intenzione di frenare la mobilità elettrica. Proprio nel giorno in cui Stellantis annuncia l’accordo con Leapmotor per commercializzare auto elettriche a basso costo dalla Cina, queste nuove tasse potrebbero avere un impatto significativo sul mercato. La mancanza di una visione chiara e l’unico obiettivo di fare cassa sembrano essere al centro delle critiche.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la transizione verso le auto elettriche sta portando a una significativa ristrutturazione del sistema fiscale italiano. La necessità di recuperare il gettito fiscale mancante dalle accise sui carburanti tradizionali sta spingendo il governo a considerare nuove tasse sulle ricariche elettriche. Questo cambiamento, sebbene necessario per mantenere le entrate dello Stato, ha sollevato critiche e preoccupazioni riguardo all’effetto sulle politiche ambientali e sulla mobilità sostenibile.

Una nozione base di economia e finanza correlata a questo tema è il concetto di elasticità della domanda. La domanda di carburanti tradizionali è relativamente anelastica, il che significa che le variazioni di prezzo hanno un impatto limitato sulla quantità richiesta. Tuttavia, la domanda di ricariche elettriche potrebbe essere più elastica, influenzando significativamente il comportamento dei consumatori in risposta alle variazioni di prezzo.

Una nozione avanzata di economia e finanza applicabile a questo tema è il principio di neutralità fiscale. Questo principio suggerisce che il sistema fiscale dovrebbe essere progettato in modo da non influenzare le decisioni economiche dei consumatori e delle imprese. Tuttavia, la traslazione delle tasse dai carburanti tradizionali alle ricariche elettriche potrebbe violare questo principio, influenzando le scelte dei consumatori e potenzialmente rallentando la transizione verso una mobilità più sostenibile.

Riflettendo su questi concetti, è evidente che la sfida principale per il governo sarà trovare un equilibrio tra la necessità di mantenere le entrate fiscali e l’obiettivo di promuovere una mobilità sostenibile. Questo equilibrio sarà cruciale per garantire una transizione verde efficace e sostenibile nel lungo termine.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

4 commenti

  1. Questa è solo un’altra mossa per fare cassa! Vergognoso attaccare la mobilità sostenibile in questo modo. Ci stiamo avvicinando al medioevo delle tasse.

  2. È inevitabile, ragazzi. Il gettito fiscale deve venire da qualche parte. Se sempre meno persone comprano benzina, il governo deve cercare nuove strade.

  3. Ma seriamente? Vogliono tassare anche le ricariche elettriche? Sta diventando impossibile avere un’auto senza pagare una fortuna al governo!

    • ciao Sara, tieni presente che in questo momento in Italia, le accise sulla benzina rappresentano il 38% del costo totale, mentre in Francia e Germania, le accise sulla benzina sono rispettivamente del 36% e del 34% del costo totale. Lo stato tutti questi soldi in qualche modo deve pur averli per gestire le infrastrutture. Quindi possiamo immaginare un futuro prossimo in cui sarà normale che anche le ricariche elettriche possano essere tassate.

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