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Crisi delle imprese edili a Latina: chiusi 127 cantieri post-Superbonus

Il Superbonus 110% ha causato un boom e poi un crollo nel settore edile di Latina, con la chiusura di 127 aziende dopo l'esaurimento dei fondi.
  • Chiusura di 127 aziende edili a Latina post-Superbonus
  • Il Superbonus ha generato 170 miliardi di euro di spesa pubblica tra il 2021 e il 2023
  • Il 68% delle chiusure aziendali si è verificato a Roma
  • Circa 45 miliardi di euro considerati una "perdita secca" secondo la Banca d'Italia

Il Superbonus 110%, introdotto nel luglio 2020 come agevolazione fiscale per interventi di efficienza energetica e consolidamento statico, ha inizialmente generato un boom di nuove realtà edili. Tuttavia, con l’esaurimento della misura, molte di queste aziende hanno cessato di esistere. Secondo un rapporto di Unioncamere/Infocamere, nel Lazio, tra le imprese edili e i settori collegati nate dopo il 30 settembre 2020, ben 1171 sono cessate tra il 1° aprile 2022 e il 30 settembre 2023. Circa il 68% di queste chiusure si è verificato nel territorio di Roma.

Il Superbonus, una delle misure bandiera del Governo Conte, è stata anche una delle più contestate. Secondo la Banca d’Italia, l’agevolazione è costata circa 170 miliardi di euro nel periodo 2021-2023, pari a circa il 3% del PIL in media all’anno. Tuttavia, i benefici per l’economia in termini di valore aggiunto sono stati inferiori rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, creando ulteriore debito pubblico che dovrà essere ripagato dalle future generazioni.

A Roma, 802 imprese edili collegate al Superbonus hanno operato nel periodo di maggiore espansione delle attività legate alla normativa sul Superbonus 110%. Queste aziende, nate grazie al Superbonus, sono scomparse una volta esauriti i fondi per la misura. A fine 2022, si è registrato un picco di aziende edili che hanno chiuso i battenti a Roma, con 210 chiusure. La stessa tendenza si è osservata nelle altre province del Lazio: Frosinone (20), Latina (35), Viterbo (37).

Il Superbuco da 100 miliardi e le altre cifre del disastro Superbonus

Uno studio della Banca d’Italia ha analizzato il costo del Superbonus, ridimensionando le cifre inizialmente stimate. Dei 170 miliardi di spesa tra Superbonus e Bonus facciate, il 73% è stato considerato “addizionale”, mentre oltre un quarto rappresenta una “perdita secca”: circa 45 miliardi di euro sono stati spesi per finanziare investimenti privati che sarebbero stati effettuati comunque con fondi propri.

I ricercatori Antonio Accetturo, Elisabetta Olivieri e Fabrizio Renzi hanno stimato che il moltiplicatore fiscale della spesa è stato tra 0,7 e 0,9, inferiore all’unità, configurando un “divisore”. Le stime indicano che il Bonus facciate e il Superbonus hanno prodotto nel periodo 2021-2023 una crescita tra 2,6 e 3,4 punti di PIL su un totale di 13,5 punti. Tuttavia, dal 2021 al 2023, sono stati spesi circa 3 punti di PIL ogni anno in bonus edilizi per ottenere circa 1 punto di PIL di crescita, un bilancio non favorevole.

“La misura è lontana dal ripagarsi da sola”, ha scritto la Banca d’Italia. Il costo netto del programma, considerando l’extragettito causato dalla crescita, è stato di circa 100 miliardi di euro, una cifra lontana dall’essere compensata dai benefici economici generati.

Beppe Grillo e Giuseppe Conte supercomici a spese nostre

Beppe Grillo, dal palco dei suoi spettacoli, ha ironizzato su Giuseppe Conte, affermando che “ha preso più voti Berlusconi da morto che lui da vivo”. Tuttavia, la situazione del Superbonus è tutt’altro che comica. La Banca d’Italia ha certificato una “perdita secca” di 45 miliardi di euro dal Superbonus, una misura che ha generato entrate inferiori al costo lordo per le casse dello Stato, portando a un ulteriore accumulo del debito pubblico che dovrà essere rimborsato in futuro.

L’impatto economico degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie

Il lavoro analizza l’impatto economico di due crediti d’imposta, il “Bonus facciate” e il “Superbonus 110%”, attivi in Italia dalla seconda metà del 2020 con l’obiettivo di stimolare il settore delle costruzioni attraverso investimenti per migliorare l’efficienza energetica, le caratteristiche antisismiche e l’estetica degli edifici residenziali. Queste due misure hanno comportato una spesa di oltre 170 miliardi di euro nel periodo 2021-2023, pari a circa il 3% del PIL in media all’anno.

La valutazione degli effetti è stata effettuata confrontando l’andamento della spesa per investimenti residenziali in Italia con alcuni paesi europei che non avevano programmi simili, utilizzando il “metodo del controllo sintetico”. La stima indica che circa un quarto della spesa relativa agli investimenti sussidiati, oltre 45 miliardi di euro, sarebbe stata effettuata anche in assenza degli incentivi. Questo risultato implica un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità, con benefici per l’economia in termini di valore aggiunto più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni.

Bullet Executive Summary

Il Superbonus 110% ha rappresentato una misura di grande impatto economico e sociale, ma i dati dimostrano che i costi hanno superato di gran lunga i benefici. La chiusura di numerose aziende edili, l’accumulo di debito pubblico e la “perdita secca” di miliardi di euro sono solo alcuni degli effetti negativi di questa politica. È fondamentale riflettere su come le politiche economiche possano influenzare il tessuto imprenditoriale e il bilancio dello Stato.

Nozione base di economia e finanza: Il *moltiplicatore fiscale è un concetto che misura l’effetto di una variazione della spesa pubblica sul prodotto interno lordo (PIL). Un moltiplicatore superiore a 1 indica che la spesa pubblica genera un aumento del PIL maggiore rispetto all’importo speso, mentre un moltiplicatore inferiore a 1 indica l’opposto.

Nozione avanzata di economia e finanza: Il metodo del controllo sintetico* è una tecnica statistica utilizzata per valutare l’impatto di un intervento o di una politica pubblica confrontando l’andamento di una variabile di interesse (ad esempio, la spesa per investimenti residenziali) in un gruppo trattato (ad esempio, l’Italia con il Superbonus) con un gruppo di controllo sintetico costruito combinando dati di paesi o regioni che non hanno subito l’intervento.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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