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- Nel 2026 previsti 530.000 controlli, un aumento rispetto al 2024.
- 75.000 contribuenti analizzati congiuntamente con la Guardia di Finanza.
- 2,4 milioni di comunicazioni di compliance per adempimento spontaneo.
- ISA: Punteggi inferiori a 6 aumentano il rischio di controlli.
- Oltre 200 banche dati incrociate per scovare anomalie.
L’Agenzia delle Entrate intensifica la pressione fiscale nel triennio 2026-2028, con un piano di controlli che prevede un aumento esponenziale delle verifiche fiscali. Questa strategia, motivata dalla necessità di contrastare l’evasione e ottimizzare il gettito, si inserisce in un contesto economico globale in cui l’efficienza della riscossione tributaria è cruciale per la stabilità finanziaria degli Stati. L’incremento dei controlli, che raggiungerà quota 530.000 nel 2026, rappresenta una sfida per i contribuenti, ma anche un’opportunità per l’Agenzia di modernizzare i propri processi e sfruttare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie.
L’ondata di controlli fiscali: numeri e obiettivi
Il piano dell’Agenzia delle Entrate prevede un’escalation delle attività di controllo nel triennio 2026-2028. Si passerà dalle 438.579 verifiche del 2024 alle 530.000 del 2026, con ulteriori incrementi previsti per il 2027 e il 2028, rispettivamente a 550.000 e 560.000. A questi si aggiungono 600.000 controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi, per un totale di 1,2 milioni di interventi nel 2026. Un dato significativo riguarda i 75.000 contribuenti che saranno sottoposti ad analisi congiunta con la Guardia di Finanza, a cui si affiancano 2,4 milioni di comunicazioni di compliance, volte a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali. L’obiettivo dichiarato è quello di “migliorare l’attività di accertamento degli imponibili e di recupero di gettito”, attraverso un incremento della capacità operativa e un miglioramento della qualità dei controlli.
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La digitalizzazione al servizio del Fisco
La chiave per raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati risiede nella digitalizzazione dei processi e nell’implementazione di applicativi di supporto al controllo. L’Agenzia delle Entrate punta a ridurre le attività a basso valore aggiunto, sfruttando al massimo le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, il machine learning, il text mining e la network analysis. Queste tecniche consentono di analizzare grandi quantità di dati, individuando profili di rischio e anomalie con maggiore efficacia e precisione. L’utilizzo di algoritmi e l’incrocio di oltre 200 banche dati, gestiti da Sogei, permettono di intercettare scarti difficili da spiegare tra ciò che viene dichiarato e ciò che i dati raccontano sui movimenti e comportamenti economici.

Controlli mirati e concordato preventivo biennale
L’Agenzia delle Entrate punta a controlli sempre più mirati, guidati da dati e algoritmi. Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità (ISA) ricoprono un’importanza fondamentale, attribuendo un punteggio da 1 a 10 alle Partite IVA. Punteggi inferiori a 6 aumentano la probabilità di finire sotto la lente del Fisco, soprattutto in presenza di squilibri evidenti tra ricavi e costi. Per ridurre l’esposizione ai controlli più invasivi, resta centrale il concordato preventivo biennale, che consente di definire in anticipo con il Fisco il reddito su cui pagare le imposte nei due anni successivi. Nonostante ciò, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sollecitato l’Italia a limitare la discrezionalità nell’accesso ai conti bancari, esigendo giustificazioni dettagliate e garanzie di difesa fin dalla fase istruttoria.
Verso un Fisco più efficiente e collaborativo
L’intensificazione dei controlli fiscali rappresenta una sfida per i contribuenti, ma anche un’opportunità per l’Agenzia delle Entrate di modernizzare i propri processi e migliorare l’efficienza della riscossione. L’obiettivo è quello di creare un sistema fiscale più equo e trasparente, in cui l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari sia incentivato e l’evasione contrastata con efficacia. La digitalizzazione, l’utilizzo di nuove tecnologie e la collaborazione tra Fisco e contribuenti sono elementi chiave per raggiungere questo obiettivo.
Un’opportunità per la crescita economica
L’aumento dei controlli fiscali, se ben gestito, può rappresentare un’opportunità per la crescita economica del Paese. Un sistema fiscale più efficiente e trasparente favorisce la concorrenza leale tra le imprese, riduce la pressione fiscale sui contribuenti onesti e aumenta le risorse disponibili per investimenti pubblici in infrastrutture, istruzione e ricerca. Inoltre, un Fisco più efficace contribuisce a ridurre il debito pubblico e a migliorare la credibilità dell’Italia sui mercati internazionali.
Nozioni di base di economia e finanza:
Un concetto fondamentale legato a questo tema è quello dell’elusione fiscale e dell’evasione fiscale. L’elusione fiscale si riferisce all’utilizzo di strumenti legali per minimizzare il carico fiscale, mentre l’evasione fiscale è un’attività illegale che consiste nel sottrarre redditi all’imposizione. Entrambe le pratiche danneggiano le finanze pubbliche e distorcono la concorrenza.
Nozioni avanzate di economia e finanza:
Un concetto più avanzato è quello della curva di Laffer, che teorizza una relazione tra aliquote fiscali e gettito fiscale. Secondo questa teoria, un aumento eccessivo delle aliquote può portare a una riduzione del gettito, in quanto disincentiva l’attività economica e favorisce l’evasione. Pertanto, è importante trovare un equilibrio ottimale tra aliquote e gettito, tenendo conto degli effetti comportamentali dei contribuenti.
Riflessione personale:
L’intensificazione dei controlli fiscali solleva interrogativi importanti sul rapporto tra Stato e cittadini. Da un lato, è necessario garantire che tutti contribuiscano equamente al finanziamento dei servizi pubblici. Dall’altro, è fondamentale tutelare i diritti dei contribuenti e garantire che i controlli siano effettuati in modo trasparente e imparziale. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra efficacia della riscossione e rispetto dei diritti individuali, in un contesto in cui la fiducia reciproca è essenziale per il buon funzionamento del sistema fiscale.







