E-Mail: [email protected]
- Sanzione di 17,6 milioni di euro a Intesa Sanpaolo dal Garante.
- Trasferimento di circa 2,4 milioni di clienti verso Isybank.
- Violazione degli articoli 5, 6 e 14 del GDPR contestata.
La recente sanzione di 17,6 milioni di euro inflitta a Intesa Sanpaolo dal Garante per la Protezione dei Dati Personali ha acceso un faro sulla complessa relazione tra istituti bancari, gestione dei dati personali e trasformazione digitale. La decisione dell’Autorità, datata 12 marzo 2026, scaturisce da un’indagine approfondita relativa al trasferimento di circa 2,4 milioni di clienti verso Isybank, la banca digitale del gruppo Intesa Sanpaolo.
L’elemento centrale contestato è la modalità con cui Intesa Sanpaolo ha individuato i clienti da trasferire. Secondo il Garante, la banca ha effettuato un’attività di analisi e selezione basata su criteri quali l’età, le abitudini di utilizzo dei servizi bancari, la tipologia di prodotti detenuti e il livello delle giacenze. Questa attività è stata qualificata come profilazione ai sensi del GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), e come tale, avrebbe necessitato di una base giuridica idonea e di un’informativa chiara e trasparente nei confronti degli interessati, elementi che, secondo il Garante, sono risultati carenti.
In sostanza, il Garante ha contestato la mancanza di una base giuridica valida per la profilazione dei clienti “prevalentemente digitali” destinati al trasferimento, nonché l’assenza di un’informativa adeguata. L’Autorità ha ritenuto illecito il trattamento dei dati per violazione degli articoli 5, 6 e 14 del GDPR, che riguardano la liceità, la trasparenza, la base giuridica e gli obblighi informativi.
La vicenda ha radici in una serie di reclami da parte di clienti e segnalazioni di associazioni di consumatori, che hanno portato all’avvio dell’istruttoria da parte del Garante. L’Autorità ha accertato che la banca aveva preliminarmente individuato i clienti da trasferire attraverso un’attività di analisi e selezione basata su diversi criteri, tra cui età, modalità di utilizzo dei servizi bancari, familiarità con i canali digitali, tipologia di prodotti detenuti e livello delle giacenze. A giudizio del Garante, tale procedura configura una profilazione ai sensi del GDPR e va considerata come un’elaborazione dati distinta e indipendente rispetto alla successiva comunicazione delle informazioni nel contesto dell’operazione societaria.
Il Garante ha dunque separato nettamente l’attività di profilazione dalla successiva comunicazione dei dati nell’ambito del trasferimento a Isybank, ritenendo la prima un trattamento autonomo e illecito in quanto privo di una valida base giuridica. La sanzione, quindi, non riguarda tanto il trasferimento dei dati in sé, quanto la modalità con cui i clienti sono stati selezionati per tale trasferimento.
Dati compromessi e diritti dei correntisti: un’analisi approfondita
La profilazione effettuata da Intesa Sanpaolo, secondo il Garante, ha comportato la raccolta e l’analisi di una serie di dati personali dei clienti. Tra questi, figurano:
Età: Un criterio demografico utilizzato per identificare i clienti più propensi all’utilizzo di servizi digitali.
Modalità di utilizzo dei servizi bancari: Analisi delle abitudini di utilizzo dei canali online e offline per valutare la familiarità con il digitale.
Tipologia di prodotti detenuti: Informazioni sui prodotti finanziari posseduti, come conti correnti, carte di credito, investimenti, per definire il profilo finanziario del cliente.
Livello delle giacenze: Dati relativi alla disponibilità economica del cliente, utilizzati per valutare la sua propensione all’utilizzo di determinati servizi.
La combinazione di questi dati ha permesso a Intesa Sanpaolo di creare un profilo dettagliato dei propri clienti e di segmentarli in base alla loro propensione all’utilizzo dei servizi digitali. Tuttavia, il Garante ha ritenuto che l’utilizzo di questi dati per la profilazione, senza un’adeguata base giuridica e senza un’informativa trasparente, abbia violato i diritti dei correntisti.
I correntisti hanno una serie di diritti fondamentali in materia di protezione dei dati personali, sanciti dal GDPR. Tra questi, i più rilevanti in questo contesto sono:
Diritto all’informazione: I correntisti hanno il diritto di essere informati in modo chiaro e trasparente su come vengono raccolti, utilizzati e protetti i loro dati personali.
Diritto di accesso: I correntisti hanno il diritto di accedere ai propri dati personali e di verificarne l’esattezza.
Diritto di rettifica: I correntisti hanno il diritto di chiedere la correzione dei propri dati personali qualora siano inesatti o incompleti.
Diritto di cancellazione (“diritto all’oblio”): I correntisti hanno il diritto di chiedere la cancellazione dei propri dati personali qualora non siano più necessari per le finalità per cui sono stati raccolti.
Diritto di opposizione: I correntisti hanno il diritto di opporsi al trattamento dei propri dati personali per finalità di marketing o per altri motivi legittimi. Diritto alla limitazione del trattamento: I correntisti hanno il diritto di chiedere la limitazione del trattamento dei propri dati personali in determinate circostanze.
Diritto alla portabilità dei dati: I correntisti hanno il diritto di ricevere i propri dati personali in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, e di trasmetterli a un altro titolare del trattamento.
In caso di violazione dei propri diritti, i correntisti hanno il diritto di presentare un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali e di agire in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti. La sanzione a Intesa Sanpaolo rappresenta un importante precedente e sottolinea l’importanza di tutelare i diritti dei correntisti in materia di protezione dei dati personali.

- Finalmente una multa che fa riflettere le banche......
- 17,6 milioni? Troppo poco per quello che fanno......
- Ma Intesa Sanpaolo non è l'unica banca a fare così 🤔......
Consigli pratici e strategie di difesa per i correntisti
Di fronte alla crescente digitalizzazione dei servizi bancari e ai rischi connessi alla protezione dei dati personali, è fondamentale che i correntisti adottino misure di sicurezza adeguate. Ecco alcuni consigli pratici e strategie di difesa: Password robuste e autenticazione a due fattori: Utilizzare password complesse, composte da una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli. Evitare password facili da indovinare come date di nascita o nomi di familiari. Abilitare l’autenticazione a due fattori (2FA) quando disponibile, che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza richiedendo un codice di verifica inviato al proprio dispositivo mobile oltre alla password.
Vigilanza sul phishing e smishing: Prestare massima attenzione a email e messaggi sospetti che richiedono informazioni personali o finanziarie. Verificare sempre l’autenticità del mittente e non cliccare su link o scaricare allegati da fonti non attendibili. Diffidare di richieste urgenti o minacciose, che spesso sono un segnale di phishing.
Aggiornamenti software e antivirus: Mantenere aggiornati il sistema operativo, il browser e l’antivirus del proprio computer e smartphone. Gli aggiornamenti software spesso includono patch di sicurezza che correggono vulnerabilità note e proteggono da attacchi informatici.
Connessioni sicure e reti Wi-Fi pubbliche: Quando si accede al proprio conto bancario online, assicurarsi che l’indirizzo web inizi con “https://” e che sia presente un’icona a forma di lucchetto nella barra degli indirizzi, a significare che la connessione è crittografata e sicura. Evitare di utilizzare reti Wi-Fi pubbliche non protette per operazioni bancarie, in quanto i dati potrebbero essere intercettati da malintenzionati.
Monitoraggio dei conti e segnalazione di anomalie: Controllare regolarmente i movimenti del proprio conto corrente e della propria carta di credito per individuare eventuali transazioni sospette o non autorizzate. Segnalare immediatamente qualsiasi anomalia alla propria banca.
Consapevolezza del social engineering: Essere consapevoli dei rischi del social engineering, una tecnica utilizzata dai truffatori perManipolare le persone e indurle a rivelare informazioni personali o a compiere azioni dannose. Non condividere informazioni sensibili con persone sconosciute o di cui non ci si fida.
Esercizio dei diritti in materia di protezione dei dati: Informarsi sui propri diritti in materia di protezione dei dati personali e esercitarli, chiedendo chiarimenti alla propria banca su come vengono utilizzati i propri dati e, se necessario, presentando un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali.
Adottando queste misure di sicurezza, i correntisti possono ridurre significativamente il rischio di frodi e violazioni della privacy e proteggere i propri dati bancari online.
Quale futuro per la sicurezza bancaria digitale?
La sanzione inflitta a Intesa Sanpaolo solleva importanti questioni sul futuro della sicurezza bancaria digitale e sulla necessità di un approccio più responsabile e trasparente alla gestione dei dati personali. Le banche devono investire in modo significativo nella sicurezza dei propri sistemi e adottare misure di protezione avanzate per prevenire violazioni dei dati. La trasparenza nei confronti dei clienti è essenziale per costruire un rapporto di fiducia e garantire che i correntisti siano consapevoli di come vengono utilizzati i loro dati.
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali svolge un ruolo fondamentale nel tutelare i diritti dei cittadini e nel garantire che le banche rispettino le normative in materia di privacy. Le sanzioni, come quella inflitta a Intesa Sanpaolo, rappresentano un importante deterrente e incentivano le banche a migliorare le proprie pratiche di gestione dei dati. I consumatori devono essere consapevoli dei propri diritti e adottare misure di sicurezza per proteggere i propri dati. L’educazione e la sensibilizzazione sono fondamentali per aiutare i cittadini a comprendere i rischi connessi alla digitalizzazione dei servizi bancari e a proteggersi dalle frodi.
Solo attraverso una collaborazione tra banche, consumatori e autorità di controllo sarà possibile garantire un futuro sicuro per la finanza digitale. La trasparenza, la consapevolezza e la sicurezza sono i pilastri su cui costruire la fiducia nel sistema bancario digitale del futuro. Il caso Intesa Sanpaolo rappresenta un’opportunità per riflettere sulle sfide e le opportunità della trasformazione digitale nel settore bancario e per promuovere un approccio più responsabile e centrato sul cliente.
La profilazione dei clienti e l’uso di algoritmi per la personalizzazione dei servizi devono essere gestiti con cautela e nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Le banche devono garantire che i propri sistemi siano sicuri, trasparenti e responsabili e che i clienti siano in grado di controllare i propri dati e di esercitare i propri diritti. L’innovazione tecnologica nel settore bancario deve andare di pari passo con la protezione dei dati personali e la tutela dei diritti dei consumatori. Solo in questo modo sarà possibile costruire un futuro finanziario digitale sicuro, inclusivo e sostenibile.
Riflessioni conclusive sull’importanza della consapevolezza finanziaria
In questa vicenda, un concetto fondamentale da tenere a mente è la diversificazione del rischio. Proprio come un portafoglio di investimenti ben diversificato riduce l’esposizione a singole fluttuazioni, una consapevolezza finanziaria a 360 gradi, che include la comprensione dei propri diritti in materia di privacy, la capacità di valutare la sicurezza dei servizi digitali e la prudenza nell’adozione di comportamenti online, contribuisce a proteggere il proprio patrimonio da potenziali minacce. La diversificazione, quindi, non è solo un principio di investimento, ma anche una strategia di vita per navigare con maggiore sicurezza nel complesso mondo della finanza digitale.
Un concetto più avanzato, direttamente applicabile al tema della sicurezza dei dati bancari, è quello della teoria dei giochi. In questo contesto, la banca e il cliente si trovano in una sorta di gioco non cooperativo, dove le azioni di uno influenzano l’esito dell’altro. La banca cerca di massimizzare il proprio profitto offrendo servizi digitali innovativi, mentre il cliente cerca di proteggere i propri dati e il proprio patrimonio. L’esito di questo gioco dipende dalle strategie adottate da entrambe le parti. Se la banca trascura la sicurezza dei dati e la trasparenza, il cliente potrebbe subire danni economici. Se il cliente è negligente e non adotta misure di sicurezza adeguate, potrebbe essere vittima di frodi. La teoria dei giochi ci insegna che la strategia ottimale, in questo caso, è la cooperazione: la banca deve investire in sicurezza e trasparenza, e il cliente deve essere consapevole e responsabile. Solo così si può raggiungere un equilibrio che protegga gli interessi di entrambe le parti.
A questo punto, vorrei invitarti a una riflessione personale. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dalla digitalizzazione, quanto sei realmente consapevole del valore dei tuoi dati personali? Quanto ti senti protetto dai rischi connessi all’utilizzo dei servizi bancari online? E cosa puoi fare, concretamente, per migliorare la tua sicurezza finanziaria digitale? Queste sono domande importanti, che meritano una risposta ponderata. Ricorda, la sicurezza dei tuoi dati e del tuo patrimonio dipende anche da te.







